Un fondamentalismo basato sull'evangelo - Credenti Senza Frontiere

Vai ai contenuti
VARIAZIONI SUL TEMA
della Comunità dei credenti - 2

Un fondamentalismo, basato sull’Evangelo, può invece risultare valido grazie al Messia che aveva rinnovato in anticipo, appunto, l’antica religione già duemila anni fa Sempre però a condizione di usare il buonsenso di fronte a frasi come: "Se la tua mano ti fa cadere, mozzala" Purché si comprenda appieno che il Messia (per usare espressioni tratte dalla scienza) ha condotto una ricerca di base, contando sull’apostolo Paolo il quale avrebbe iniziato a praticare una ricerca applicata…
Ricerca applicata infinita
I credenti più avveduti continuano a farlo nel loro tempo, nella loro cultura, nelle loro situazioni, sotto l’ispirazione dello Spirito, il quale ovvia al fatto che il credente debba vivere nel presente ma basandosi su uno scritto di duemila anni fa.

A favore di una "ricerca applicata" si collega una rigogliosa letteratura per quanto riguarda la linea evangelica, e per i cattolici la tradizione che però si è cristallizzata in dogmi irreversibili, interrompendo in tal modo la "ricerca applicata", in cui nel passato sono stati maestri, arrivando anche, talvolta all’estremo limite rosso con il sincretismo. Un equivoco abbastanza ricorrente è verosimilmente credere sia bene avere un piede nell’Antica Alleanza e l’altro nella Nuova con il risultato che il credente si ritrova entro una zona di penombra e ambiguità, anziché sentirsi veramente libero:  "La verità vi farà liberi" (vedi: "Che cos'è verità?").

Quando si assiste nella storia a forme di fondamentalismo cristiano decisamente aberranti e asociali è che, in questi casi, o si è aggiunto al Vangelo o si è tolto, oppure sono state ingigantite certe verità per l’uso del fatidico "lievito" di cui parla il Messia Considerazioni che scagionano il Maestro per il fatto che, in queste circostanze, è il suo insegnamento ad essere stato manomesso

La religione più aggressiva
non è l’Islam ma il Cristianesimo in quanto si insinua direttamente nella parte umana più intima e personale dove risiede "l’ego"!  Si comprende perché questa nostra religione venga così tanto perseguitata  
 
L’oppio del popolo
Bravo Karl Marx! Avevi visto giusto: la religione è davvero "l’oppio del popolo" (l'oppio poteva essere acquistato solo dai ricchi) e ce ne rallegriamo! Qui al Punto franco di Ricerca, allora, possiamo definirci appunto "spacciatori di questo oppio" in tempo di crisi farà piacere trovarne gratuitamente e così unico ed eccellente: lo Spirito Consolatore che viene dall’alto e che dà coraggio, forza, sapienza, ispirazione, amorevolezza, potere (sulle podestà e le dominazioni oscure che sono nell’aria) ed estasi di pace accompagnata da una salutare dipendenza che, a differenza dell’annientamento dato dall’oppio fisico, produce invece rigenerazione.

Un labirinto tridimensionale
Basta guardarlo per capire che abbiamo a che fare con un "labirinto tridimensionale", il più insidioso, e cioè il nostro stesso cervello dove i nostri pensieri circolano, spesso a vuoto, nell’intento di trovare il senso della vita, un po’ come al luna-park, dove si viaggia sulle "montagne russe" senza arrivare da nessuna parte se non al punto di partenza
Il cervello è un labirinto
Quando si imbrocca un pensiero sull’esistenza, non si sa mai come fare per uscire da questo labirinto psichedelico! Uno si ritrova prigioniero dello "status quo" e, come dice una poesia: "Non un fringuello che canti, non una foglia che si muova ma solo qualche lampo intermittente all’orizzonte". Allora: chi si siede su uno scalino, in preda a depressione esistenziale, pensando: "Tanto non c’è via di uscita", oppure chi si arrabbia, odia il mondo e prende il mitra, oppure decide di amarlo e fa l’assistente sociale, chi invece non smette di cercare la via di uscita, dicendo fra sé: "Proviamo con la religione, proviamo con la filosofia e la mitologia, proviamo con una ideologia, oppure con l’arte, con lo sport o con ogni forma di tecnica o meditazione poi si rassegna, istallandosi a vita nel suo labirinto, tentando però di allargarne la superficie e magari vi costruisce città e torri, estendendo così la trappola ai confini più lontani delle stelle, per darsi l’illusione di essere libero, cercando di  evadere quando può magari a bordo di qualche sogno o di qualche fumetto...
 
È che la mente umana, e quindi anche la scienza, da sola non ce la può fare, verosimilmente ci vuole qui una rivelazione o una ispirazione al di sopra del proprio pensiero...
La scala di Giacobbe, un sogno profetico
...perché si possa intuire la via di uscita oppure un subitaneo impulso di amorevolezza "verso il prossimo che sta fuori". Forse questo potrebbe distogliere l’attenzione dal proprio ego.

Poveri di spirito…
Se ne trovano nelle festicciole, parlano poco anche se vorrebbero essere brillanti come i loro amici e le loro amiche. Potrebbe trattarsi dei "poveri di spirito" di cui parla il Messia? Forse meno intelligenti degli altri? Semmai, solo poveri di "cultura" e di "conoscenza". Perché dunque il Messia li ha messi tra i "beati"?

È chiaro, lo capirebbe anche un bambino o un ubriaco, che Egli intendeva dire:
I poveri a pancia vuota di cultura e di conoscenza, una volta venuti in contatto con la "Parola di Dio", l’accoglieranno e se ne ciberanno come pane fresco e diventerà in loro "cultura e sapienza millenaria" La parola profetica sarà allora come una lampada al loro piede che non li farà cadere, laddove i sapienti del mondo potrebbero essere confusi.
Torna ai contenuti