La creazione come "totem" - Credenti Senza Frontiere

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MAYDAY  MAYDAY… QUI PIANETA TERRA !
La CREAZIONE
e il senso della vita
(parte settima - 2)
 
La creazione come "totem"
Il racconto della creazione, di tutta evidenza, è presentato sotto una forma che potesse servire appunto come fondamento della nuova religione-Stato ebraica… Ma perché questa risorsa ha fatto la sua apparizione così tardi rispetto alla caduta? Forse il Creatore, come aveva fatto con Adamo quando gli chiese di dare un nome ad ogni animale, ha voluto aspettare per vedere come gli umani avrebbero immaginato nuovi dèi, religioni e culti, e come Lucifero avrebbe introdotto, con i suoi artifici, sull’arena del mondofalsi dèi, false religioni, apostasie e infine forme di potere oppressive e regressive, per confondere velleità di ricerca.  
 
Un cantico alla vita; un racconto poetico atto a toccare il cuore più che la ragione, usando termini familiari a tutti (proprio come nelle parabole del Messia) per evitare che verità umane e spirituali divengano “banali elucubrazioni teoriche e tecniche” che non soddisfano l’anima; l’accento va su un’azione avvenuta in 6 tempi, seguiti da un tempo di riposo...
gli schiavi in Egitto fabbricavano mattoni
...formula che venne applicata come regola di vita: dopo 400 anni di lavoro senza interruzioni, come schiavi, si stabilì il diritto ad un giorno di riposo settimanale, una buona usanza ripresa anche dai sindacatiche in verità fa colpo!
 
Un giorno da dedicare anche al culto del Dio Creatore e alla “conoscenza del bene” che era inclusa nella storia “dell’albero fatidico”.
 
Il “racconto” rappresentava, tra l’altro, una bandiera o un totem da alzare di fronte ai popoli nemici, come per dire loro: “Voi venite in nome delle vostre deità di legno, di pietra, d’oro e d’argento ma noi veniamo nel nome del Dio Creatore!”   
 
Nascita del racconto sulla creazione
Ed ora andiamo con l’immaginazione vicino a Mosè, tenendo conto che era un profeta e che come tale riceveva rivelazioni, come tutti gli altri profeti biblici, principalmente per mezzo di visioni e sogni.
 
Mosè conosceva a fondo le religioni pagane, essendo cresciuto in Egitto, così come la storia del popolo ebraico, con le sue credenze in un Dio di Abramo. Mosè aveva inoltre vissuto episodi di isolamento e meditazione per quaranta anni nel deserto dove il Dio Creatore poteva rivelarsi a lui in vari modi e per mezzo di lui al popolo ebraico, al Faraone stesso e al popolo egiziano, con miracoli e prodigi di ogni genere.
Mosé e il passaggio del Mar Rosso, un grande prodigio
La Big Revelation è dunque stata redatta da qualcuno che sapeva più di ogni altro apprezzare le risorse del Dio Creatore avendo vissuto di persona miracoli e possenti prodigi. È inoltre probabile che Mosè abbia usato anche scritti provenienti dal periodo antidiluviano, salvati da Noè, o tradizioni orali.
 
Credere nelle rivelazioni venute dall’alto su certi eroi non sempre attendibili, è piuttosto popolare. Ma nel nostro caso abbiamo un profeta, questa volta suscitato dal Creatore, Mosè, che osserva dunque le “visioni” ricevute relative alla creazione e le  comprende secondo la sua personale conoscenza e cultura.
 
Ognuno dei 6 “spot” (chiamiamoli così...) comincia con un’immagine che si illumina e termina sfumandosi nel buio. Egli scrive quindi : “Fu sera e fu mattina e fu il primo giorno”  e così via (non è per caso che più tardi Mosè vide però la necessità, riparatoria, di precisare che per Iddio un giorno è come mille anni…). Egli vede apparire prima la vegetazione, poi gli esseri viventi acquatici e i volatili e infine gli animali terrestri (secondo una sequenza che grosso modo è la medesima adottata in seguito, migliaia di anni dopo, dalla scienza) a cui appunto segue per ultimo, l’apparizione dell’uomo.
 
Quando Mosè vede delle mani che danno forma all’argilla:“Facciamo l’uomo a nostra immagine”  pensa che l’uomo sia stato fatto direttamente da questo “modello” e che, con un soffio magico, sia stato trasformato in anima vivente! Dentro la massa di creta (o sabbia o polvere) si sarebbero formati sempre per miracolo tutti i sofisticati organi che conosciamo!

È che Mosè poteva interpretare ciò che vedeva, in senso letterale, oppure già applicando lui stesso una forma allegorica o poetica ma in ogni modo sufficiente perché chiunque, qualsiasi fosse il suo grado di cultura, potesse comprendere l’essenziale in chiave spirituale e potesse provare un'emozione che l'avrebbe avvicinato al Creatore.
è un modello di auto ma non cammina!
Questa parte del racconto ci fa pensare al fatto che nelle fabbriche di auto, viene disegnato un “modello 3D”, mentre antecedentemente si realizzava un “modello” in legno, grandezza naturale, dell’auto progettata, prima di passare, in un secondo tempo, alla fase di costruzione della vera carrozzeria in materiali differenziati  
 
Un Dio solitario?
Credere ingenuamente che il Creatore debba fare tutto da solo senza neanche una segretaria che risponda alle migliaia di preghiere simultaneeè piuttosto popolare. Eppure, Egli ha con sé, come ci dice il Big Book, miriadi di esseri viventi fra cui angeli specializzati. “Facciamo l’uomo a nostra immagine”, frase che viene valutata poco ed ancor meno approfondita ma che potrebbe gettare una luce su questa realtà: con chi dunque il Creatore stava dialogando? Qui “ipotizziamo” che si rivolgesse ad un grande gruppo di lavoro, una vera impresa con i vari settori, prevista per l’opera della creazione, con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e gli arcangeli alla guida, e magari con esseri specializzati in ogni scibile (comprese le scienze esatte e l’arte) e con una grande quantità di angeli operanti.
nebulosa e stelle, bellissimo!
Una pura ipotesi che può scaturire dal seguente passaggio scritturale: Dov'eri tu quando io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza… quando le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio alzavano grida di gioia?
 
Il Messia affermò: “Sono venuto per farvi conoscere il Padre”. Poi stimolando nella Chiesa l’esercizio e lo sviluppo dei talenti, dimostrò verosimilmente di essere venuto per farci conoscere anche il “Regno dei cieli”; difatti la stessa sapienza e l’amorevolezza del Creatore nel voler vedere le Sue creature progredire e crescere nelle Comunità o Chiese potrebbe essere calcato sullo stile del Regno dei cieli. Secondo questa logica gli abitanti del Regno dei cieli potrebbero dunque essere stati coinvolti nel progetto della creazione, come ad esempio per sperimentare varie forme di vita arcaiche come i dinosauri, per giungere ad animali più evolutis’intende sempre per ipotesi, sulle ali della fantasia!
 
Se l’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio e delle creature celesti, la Chiesa può essere stata fatta a immagine e somiglianza del Regno dei cieli e tutto ciò che l’uomo, “fatto di poco inferiore agli angeli”, produce sulla Terra di positivo e di bello, è di poco inferiore a ciò che verosimilmente le creature celesti possono realizzare nel Regno dei cieli.
 
All’area di ricerca “Punto franco” si elaborano interpretazioni della Big Revelation inedite e innovative, come alternative possibili che principalmente hanno lo scopo di ridurre il divario tra fede e scienza… sempre sperando di imbroccare la giusta interpretazione o, almeno, nell’intento di interrompere il circolo vizioso di “accurate ristrettezze” che mettono inutilmente in cattiva luce tutta la Cristianità e gettano un dubbio sull’attentidibilità del Big Book!
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